AD-BLOCK
ULTIME NEWS

pubblicazioni

TOTAL 16

Memotac Maggio 2011

Pubblicato il 05/02/2011

MEDITATE GENTE, MEDITATE... 
Riforme statutarie: per chi e perché ?
 
Nei giorni scorsi Federcasse ha inviato a tutte le BCC/CR la proposta per una serie di modifiche statutarie, peraltro, vagliate e condivise dall'Organo di Vigilanza . Abbiamo intrattenuto sul tema, in un apposito incontro, alcuni docenti con specifiche competenze in materia, in particolare per quanto concerne il riferimento alle interrelazioni con il comparto lavorativo sul quale, riteniamo, sia nostro dovere interloquire. Su tale specifico aspetto, e non solo, sono state rilevate incongruenze ed ipotesi di illegittimità e fors’anche di incostituzionalità. Purtroppo alcune destinatarie delle proposte hanno, frettolosamente, ottemperato dandovi seguito attraverso assemblee straordinarie, talvolta addirittura precedenti all'assemblea annuale ordinaria; per queste Bcc/Cr, a nostro avviso, è ipotizzabile un contenzioso. Per quante, invece, non hanno proceduto a far approvare la proposta di modifica dello “Statuto tipo” elaborata in sede Federcasse e, stranamente, vagliata, in termini positivi, dalla Banca d'Italia, riteniamo doveroso fare alcune considerazioni:
In tema di ineleggibilità - Al punto d) dell'art.32 viene suggerito di precisare: non possono essere nominati amministratori i dipendenti della Società “e coloro che lo sono stati per i tre anni successivi alla cessazione del rapporto di lavoro”. Tale disposizione pare in evidente contrasto con il trend dell'ordinamento societario, diretto a consentire una maggiore partecipazione dei dipendenti alla vita sociale, e con lo stesso impianto delle Istruzioni di Vigilanza di Banca d'Italia, tendenti a valorizzare il lato professionale degli esponenti aziendali coinvolti nella amministrazione. La disposizione è, poi, illogica nella stessa economia delle regole statutarie, se si considera la portata del divieto per i Sindaci di divenire amministratori. Nessun ostacolo, invece, a far parte del Consiglio di una BCC per il dipendente di una Banca concorrente cui è sufficiente essere semplice socio della Cooperativa di Credito!!

Tempistica e sequenzialità - Occorre, poi, evidenziare che l'approvazione di una simile previsione nelle assemblee che ad oggi debbono rinnovare le cariche, si presta ad un abuso del diritto da parte degli amministratori in carica: siamo già stati informati che in alcune BCC gli ex dipendenti candidati hanno avuto preannunciata la loro incompatibilità. Il buon senso avrebbe dovuto suggerire, molto più correttamente per tale specifica fattispecie, che non venissero utiliizzate le nuove regole statutarie nelle attuali assemblee ove prevista la nomina degli amministratori. Non può, infatti, non evidenziarsi una irragionevolezza del periodo di cooling off (cioè di raffreddamento della candidatura prima della sua proponibilità). Trasferendo, poi, sul piano pratico l'indicazione dell'art. 33, relativo alla carica di Presidente che recita: “Non può essere nominato Presidente... chi non abbia già compiuto almeno un mandato quale amministratore o quale sindaco effettivo della Società”, diventa realistica per l’ex dipendente l’impossibilità ad essere eletto Presidente prima di nove anni! Altro che tre! Infatti: un dipendente/dirigente, ex della Sua Banca, carico di professionalità, con una carriera che lo ha visto, per ipotesi, per oltre 40 anni al servizio della Cooperazione di credito ed anzi se ne è fatto promotore, sottoscrivendone anche quote, e, quindi, diventandone socio, che a 65 anni va in pensione e intende servire ancora la propria Banca, dovrà attendere: tre anni per proporsi, ma se il Consiglio è stato appena rinnovato prima della scadenza dei Suoi tre anni, dovrà attenderne altri tre (e sono sei). Si potrà, a questo punto, candidare come Consigliere (o Sindaco) e, se tutto va bene, opererà, in tale ruolo, per altri tre anni (e sono nove) e solo dopo tale percorso statutario potrà candidarsi come Presidente: alla giovane età di 74 anni e, se tutto va bene, fino a 77 anni potrà servire la Sua Banca! Con buona pace per tutti!

Rappresentatività territoriale - Il criterio per cui le liste dei consiglieri sono scelte sulla base del comune di competenza, sembra davvero irrazionale. Se, infatti, ciò può avere un significato per le grandi banche popolari, rischia di creare un pericoloso clientelismo all'interno della governance delle altre Banche, a discapito dei requisiti di professionalità indicati nelle Istruzioni di Vigilanza per le Banche. Inutile dire che il ristretto ambito territoriale in cui operano le BCC non giustifica affatto un “federalismo” che, nel caso concreto, può realisticamente definirsi “campanilismo”. Una notazione tecnica riguarda anche il “Collegio Sindacale”: stupisce che non si sia tenuto conto, nella stesura del testo dello Statuto base, della abrogazione dell'art.52, comma 2 bis, del Testo Unico Bancario portata dal D. Lgs. 39/2010. All'entrata in piena efficacia della nuova regolamentazione in tema di revisione legale dei conti (inclusi i decreti attuativi da parte di Consob e Ministero Economia e Finanza), il Collegio Sindacale non sarà più legittimato all'esercizio del controllo contabile.

Queste nostre considerazioni a caldo possono apparire presuntuose e, forse, irriguardose; tuttavia, però, le consideriamo non solo opportune, ma, anzi, doverose laddove si perseveri nel ghettizzare sempre di più quelle professionalità che sono la spina dorsale delle nostre Cooperative di Credito e sulle quali, invece, dovrebbe puntare chi vuole che ci sia un futuro per il nostro Movimento: la Dirigenza e le Alte Professionalità. Considerare i propri Collaboratori quali avversari o, peggio, sudditi da assoggettare a ricatti, non solo contrattualmente, ci sembra un vero e proprio autolesionismo. Considerando, peraltro, le negative conseguenze di numerosi innesti esterni!! Ci spiace, infine, dover constatare che, a dire di Federcasse, questa linea strategica, miope ed opportunistica, abbia trovato “ampi consensi”. Sicuramente tra quelli interessati, ma, altrettanto certamente, non da parte di chi prescinde da aspettative personalistiche. In ogni caso ci irrita, non solo che le decisioni siano state prese escludendo le parti interessate, e/o chi le rappresenta, ma che si debba, ancora una volta, prendere atto dell'indifferenza di quanti dovrebbero sentire il dovere di tutelarle. Compresi i numerosi Presidenti che vivono in perfetta armonia e sintonia con i propri Collaboratori. Alcune domande diventano d'obbligo, dopo queste prime considerazioni a caldo: chi ha lavorato a questo importante progetto? Quale ruolo hanno questi nel Movimento? Com'è possibile che l'Organo di Vigilanza l'abbia approvato? Erano costoro a conoscenza dell'elenco di ex Dipendenti che hanno, con successo ancora oggi la responsabilità amministrativa nel nostro Movimento? Perché tanta fretta? Ed infine, perché tanta arroganza?! Bastava sedersi tutti ad un tavolo e porre come unico argomento da affrontare l'interesse del Gruppo. E' così che ci si dovrebbe preparare al Congresso di fine anno.


Scarica file