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Memotac Marzo - Aprile 2013

Pubblicato il 03/01/2013

Chi controlla i Controllori?

Persa, ormai definitivamente, la connotazione originale della Cooperazione di credito - significativa anche la mutazione da Casse Rurali ed Artigiane a Banche di credito cooperativo - divenuto sempre più difficile individuare le finalita’ attuali ed i valori che contraddistinguono oggi questo particolare segmento del mondo bancario voluto e sigillato, nella sua generalita’, dalla stessa nostra Carta costituzionale, si spalancano ogni giorno di più spazi per interessi meschini, spesso personali, o per gestioni “politiche” e clientelari. E' il risultato di una politica che viene dall'Alto e che, molto opportunisticamente, viene recepita dalle realtà locali che si rispecchiano con compiacenza in questa politica vetera, ma redditizia. Oggi, poi, c'e’ la crisi che fornisce a costoro una mano per giustificare o, comunque, coprire le loro maldestre e donchisciottesche operazioni. E laddove riescono solo parzialmente o per nulla nella creazione di capziosi salvacondotti, ci pensa il Gran Maestro con il Fondo di tutti (virtuosi e non) a gratificare i cattivi con i soldi dei Buoni. E la Banca d'Italia? Si dice in Toscana: interviene a Babbo morto anche se avvertita in tempo, con segnali chiari e a volte con vere e proprie denunce. E nelle più rosee delle circostanze la Banca d'Italia, a fronte di puntuali e documentati riscontri, e’ costretta a rendere conto dei fatti … ma non fornisce alcun riscontro essendo “le sue risultanze coperte dal segreto d'ufficio!” Allora riassumiamo: preso atto che statutariamente i Presidenti delle BCC sono, di fatto, monarchi - con il beneplacito della B. I., che talora, sorvola anche su articoli che violano gli stessi principi costituzionali - e che le allegre gestioni, quasi sempre, lasciano indenni i loro fautori, dobbiamo a questo punto rassegnarci e sperare in una resipiscenza da parte di qualche amministratore di buon senso. E pensare che un tempo, quando le nostre Cooperative di Credito si chiamavano, di fatto e di diritto, Casse Rurali ed Artigiane, e molte addirittura erano a responsabilita’ illimitata, i loro Amministratori, persone oneste e ispirati cooperatori, pagavano (e non erano retribuiti!) in proprio non per aver mal operato, ma per semplice ingenuita’ e imperizia. Il contrario di oggi. Purtroppo quei sani ed utili strumenti di credito, speculari al ruolo loro assegnato dalla Costituzione sono stati trasformati in ”Aziende di credito” ed i nuovi pseudo-timonieri, peraltro, spesso incapaci di condurre le loro barche, si sono arrogantemente messi a capo della flotta verso l'alto mare, lasciandoci spettatori di continui naufragi e trascinando nel fondo anche chi, di tutto cio’, non ha alcuna colpa e continua a dare esempi di virtuosi comportamenti.


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