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Memotac Gennaio-Febbraio 2015

Pubblicato il 02/27/2015

È difficile distinguere tra le varie concause che hanno, in questi giorni, trascinato nell’occhio del ciclone il mondo del Credito Cooperativo, le nostre Casse Rurali. Abbiamo, in passato, denunciato con forza, ma purtroppo soli, la scelta politica di voler essere “Banche” togliendo gli abiti dimessi di servitori delle piccole e abbandonate comunità locali, per prendere quelli delle serate di gala. Non più crediti, ma finanza, non più Amministrazioni espressione di buon senso, ma pseudo professionisti in cerca di lustro. Una vera e propria rottamazione di principi, valori, uomini, considerati superati, il tutto con l’interessata presunzione di rilanciare il Credito Cooperativo verso il futuro!! Ma quale futuro? Forse, ma senza forse, quello di trasformare le nostre gloriose piccole-grandi “Casse” in “potenti strumenti creditizi” trampolini per politiche clientelari o per comode poltrone e congrue gettoniere. Ora siamo alla resa dei conti in quanto coloro i quali sono riusciti ad evitare questo tsunami, grazie all’ancoramento delle loro aziende a sane radici e ad una gestione in piena sintonia con le proprie funzioni, hanno deciso di alzare la voce. Basta mescolare le carte! Basta con il far pagare la mala gestio a coloro che si sono sempre comportati correttamente e hanno mirato non a posizioni e rendite di potere, ma semplicemente e più modestamente, a sostenere le finalità sane ed il vero spirito cooperativistico. Milioni di euro seminati in terreni aridi e contaminati a favore di spregiudicate gestioni al fine di coprire Controllati e Controllori. Euro presi dalle tasche dei probi per regalarli agli scialacquatori. Anche per chi crede nella Giustizia terrena e divina è arrivato il momento di dire Basta! Con le buone o con le cattive; per noi, per le nostre famiglie e, soprattutto, per la parte sana della Società.


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