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Province di Trento e Bolzano: sottoscrizione di accordi integrativi provinciali

Dopo la Federveneta, anche la Federazione Trentina si dimostra disponibile a condividere le istanze del Sinadi e nel maggio 2004 sottoscrive un Accordo integrativo provinciale che prevede una migliore regolamentazione del rapporto di lavoro dei Dirigenti e dei Collaboratori della Dirigenza (ex Funzionari), rispetto alle intese nazionali alle quali il Sinadi non aveva dato la propria adesione.

Il 31 maggio 2004 il Silcco sottoscrive con l’Agci un Ccnl per Quadri Direttivi e per il personale delle Aree Professionali estremamente vantaggioso, sia sotto il profilo normativo che economico, sia per i dipendenti che per le Aziende.

Il 26 ottobre 2004 la Raiffeisenverband di Bolzano firma con il Sinadi un proprio Contratto per la Dirigenza delle Casse Raiffeisen. Tale Contratto costituisce una vera novità in quanto bypassa totalmente il Ccnl Federcasse per i Dirigenti, regolamentando autonomamente pressoché tutti gli istituti che, in sede nazionale, non hanno trovato adeguato riscontro per mancanza di interlocutori che potessero rappresentare le istanze della Dirigenza.

Rinnovo CCNL per la Dirigenza con AGCI

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Il 19 luglio 2005 il Sinadi sigla con Agci il rinnovo del Ccnl per la Dirigenza (copertina). La firma di questo contratto costituisce un altro risultato importante del Sinadi in quanto, da una parte, evidenzia le peculiarità del Credito Cooperativo rispetto al Credito ordinario e, dall’altra, riconosce tangibilmente le funzioni dei Dirigenti confermando la tutela del posto di lavoro ed adeguandone le voci retributive.

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Ci si batte contro il licenziamento “ad nutum” del Dirigente – SILCCO firma il contratto integrativo per i Quadri Direttivi del Veneto

Nell’agosto del 2006 viene siglato il rinnovo del Contratto per il Personale Direttivo del Veneto, che prevede una serie di miglioramenti sia per i Dirigenti che per i Funzionari nonché l’acquisizione dei nuovi profili di Capo Area.

Il Movimento trasloca!!

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“Che le manovre relative allo spostamento di ICCREA banca e satelliti provocassero dubbi, perplessità e reazioni era insito nella stessa illogicità delle motivazioni ufficiali che si contraddicevano con la realtà. Che si giustificasse un ragionevole dubbio sulla bontà dell’operazione, e non solo per avere colpevolmente ceduto gioielli di famiglia al Monte di Pietà, era nella logica di ogni benpensante ed anche di chi, ingannevolmente, veniva considerato consenziente. Ma ora è arrivato chi, forse inconsapevolmente, ha svelato l’arcano e forse darà il là a chi di dovere per valutarne ed approfondirne tutti i possibili e probabili lati rimasti oscuri. La landa desolata di Lucrezia Romana, il fantomatico deserto con la cattedrale della cooperazione, a detta di un autorevole quotidiano (Corriere della Sera n.d.r.), sarebbe da far risalire ad un certo Fiorani!! Per anni abbandonato e poi destinato a probabili ricoveri per i senza tetto, è diventato improvvisamente l’oasi della cooperazione per volere di Federcasse, con minaccia, in caso contrario, di spostare l’asse di comando e dell’ “affaire” in Lombardia. Perché mai cotanta ostinazione per un deserto del quale Federcasse smentisce solo che non è stato finalizzato alla costruzione “per la Banca di Giampiero Fiorani”? Faccia chiarezza anche sulle perizie, sui costi delle compravendite e sulla necessità postuma di altri acquisti (!) per insufficiente capienza di questo vantaggioso investimento per il credito cooperativo!! Al giudizio dei benpensanti la risposta. Possibilmente oggi.”

(“Nel prato di Lucrezia Romana spuntano i primi Fior…ani”
Estratto da Memotac – Febbraio 2006)