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Ci si batte contro il licenziamento “ad nutum” del Dirigente – SILCCO firma il contratto integrativo per i Quadri Direttivi del Veneto

Le Sezioni Unite Civili della Cassazione (sentenza n. 7880, 30 marzo 2007) – di fatto in linea con l’indirizzo da sempre sostenuto dal SINADI - statuiscono che le garanzie procedi-mentali previste, in caso di licenziamento, dall’art. 7 dello Statuto dei Lavoratori, debbano valere anche per i Dirigenti. Al di là di quanto sostenuto dagli altri Sindacati e dalla stessa Federcasse, la Cassazione dà ragione al Sinadi che si è sempre battuto contro il licenziamento ad nutum del Dirigente. Indirizzo ancor più applicabile per le nostre CR/BCC in quanto la figura del Dirigente e i suoi poteri decisionali sono limitati dalle stesse norme statutarie. (Vedi sentenza Cass. Civ. Sez. Lavoro 12/9/2002 n. 13/326 - causa BCC S. Michele di Bari)

Nel dicembre 2007 la Delegazione Silcco del Veneto sottoscrive il Contratto Integrativo Regionale per i Quadri Direttivi e per il personale delle Aree Professionali.

In Aprile arrivano i “Marziani” a via Torino:

image Nei giorni scorsi, con una cerimonia meramente politico-partitica e con la scontata assenza dei Veri cooperatori del credito, i signori della Confcooperative hanno portato a termine l’ultimo atto dello spossessamento del nostro fiore all’occhiello: la prestigiosa sede dell’ICCREA. Un palazzo voluto da Chi ha, di fatto, inventato le Casse rurali in Italia e che ha costituito per oltre 40 anni il punto di riferimento per quanti hanno lottato, vissuto e fatto diventare grande il Credito Cooperativo. Quanta tristezza oggi!! Gente a noi sconosciuta senza colpo ferire si pavoneggiava nelle sale e negli uffici di chi ormai viene, al più, considerato inquilino di serie C. E sì. Le insegne relegano il nostro glorioso Istituto in un piccolo spazio “lapidario” forse più per ricordare che quel palazzo era nostro che non per indicare che ci siamo ancora. Ma forse è vero. Anche quel che resta dell’Iccrea sta per essere ulteriormente smembrato e ceduto e messo nell’angar-deposito di Lucrezia Romana. Un funerale reso ancora più triste dalla quasi contemporanea cerimonia della neonata Banca dell’Associazione Generale delle Cooperative (Agci). Dice una canzone “per un amore che muore un altro più grande nascerà”. Ce lo auguriamo per mitigare la nostra tristezza nel vedere depauperato un patrimonio di ideali e di sacrifici. E’ vero, il mondo cambia. La famiglia si chiama DICO, i cooperatori banchieri, la voglia di democrazia estremismo, il diritto un’opzione per gli abbienti. Ma i dissacratori rimarranno tali anche mimetizzati tra la gente perbene ed a futura memoria. Battesimi e funerali sono la vita, ma una cosa è esser padrini ed un’altra esser becchini. A buon intenditor non occorrerà neanche riflettere.

(“Battesimi e funerali” – estratto da Memotac Febbraio-Marzo 2007)