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Il 9 ottobre 2009 viene sottoscritto con la Federazione Trentina un Accordo che prevede, tra l’altro, l’adeguamento delle tabelle economiche per i Dirigenti e il trattamento economico per i Collaboratori della Dirigenza.

Iniziano gli strani maneggi:

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“Mi è capitato di leggere in questi giorni un volumetto, modesto nella edizione, ma di alto spessore contenutistico: “Banca Rotta” di Eugenio Benetazzo e David Parenzo. Con coraggio gli Autori si proiettano ad analizzare fatti e misfatti dell’economia e della finanza nazionali e internazionali sui quali non è facile dare un parere, ma che va sottoscritto per quella parte documentata in cui i giudizi furono puntualmente anticipati con particolare e sorprendente capacità intuitiva. Ma gli Autori hanno anche un altro pregio non comune: quello di denunciare il “sistema” ed i suoi manovratori, siano essi di destra o di sinistra o di dubbia collocazione. Tra questi anche i “Nuovi cooperatori” delle nostre Bcc-Cr cui si accredita la perversa strategia politica delle fusioni - incorporazioni - fagocitazioni con il palese obiettivo, subdolamente camuffato, di aumento surrettizio del reddito, attraverso la somma di patrimoni, ma in realtà con il taglio dei costi; primo fra tutti il licenziamento del personale ovvero la riduzione delle loro retribuzioni (attenzione, dei dipendenti!). Nulla di più vero. Con l’altrettanto evidente inciucio Sindacati-Federcasse, ciascuno a difesa delle proprie poltrone. Gli uni a difesa dei tanti foraggiamenti derivanti dai lavoratori (Patronati, formazione, Enti di sostegno, ecc.), l’altra a farsi largo con l’obiettivo di una MINI-ABI da far pesare politicamente per le proprie ambizioni personali. Altro che Cooperazione!! Per fortuna resistono ancora sacche sane dove l’aria di Roma non arriva. Attenti, però, alle mele marce.”

(“Banca rotta” estratto da Memotac - febbraio 2009)

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L’invenzione subdola e interessata della Banca del Sud – Solo noi a denunciare: “Chi fa politica necessita di proclami, chi lavora affronta i problemi quotidianamente e, spesso, con difficoltà che provengono proprio dalla scarsa attenzione dei politici ai problemi. Che le Casse Rurali siano, da sempre, in trincea nel Sud e che svolgano, tra mille difficoltà, la loro missione creditizia è noto a tutti e che lo continuino a fare trovando rimedi all’interno per superare le evidenti difficoltà ambientali è conseguenza di necessità irreversibile. Ciò chiarito, c’è da domandarsi cui prodest questa “invenzione” della Banca del Sud. È quasi certo che gli unici posti di lavoro che produrrebbe sono quelli dei futuri amministratori pubblici e politici, gli effetti sull’economia saranno solo nella direzione dell’economia “controllata” e la diversità da oggi è che altre Banche (Poste) indirizzeranno ai “nuovi” imprenditori solo i soldi pubblici preservando dai rischi quelli privati. E ci sarà, poi, da capire se le Banche e, per esse, i nostri Dirigenti, saranno qualificati “pubblici ufficiali” con le conseguenze che ne derivano e che la nostra Organizzazione sindacale è riuscita, in passato, ad evitare. Due notazioni finali: una ai politici ed una al nostro interno. Al Governo che non fa politica sarebbe stato sufficiente aiutare con sgravi il lavoro che le nostre Banche di credito cooperativo fanno ed hanno dimostrato di saper fare. Supportarle e non appesantirle. Ai nostri Amministratori con spiccate tendenze nordiste facciamo presente che è poco corretto predicare bene e razzolare male. Il nostro Fondo di Solidarietà, ad esempio, nell’ultima sessione, ha elargito ben oltre 800.000 euro a favore di banche del Nord (Lombardia e Piemonte) e praticamente nulla a quelle del Sud!!! Delle due l’una: o quelle del Sud sono migliori o al Nord (Lombardia di fatto) si dà, per poi colonizzare il Sud?”

(“La Banca del Sud siamo noi” estratto da Memotac - ottobre 2009)