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SILCCO firma contratto integrativo regionale per i Quadri direttivi

Nel marzo 2010 la Delegazione Silcco del Veneto sottoscrive il rinnovo del Contratto Integrativo Regionale per i Quadri Direttivi e per il personale delle Aree Professionali, nell’ambito del quale vengono concordati i criteri di erogazione del Premio di risultato.

Rinnovo contratto regionale del personale direttivo del Veneto

Nel marzo 2011 viene siglato il rinnovo del Contratto per il Personale Direttivo del Veneto che prevede una serie di integrazioni rispetto al testo precedente fra cui l’indennità speciale per il Capo Area nonché per i collaboratori diretti dei preposti e per il responsabile del Piano di Continuità operativa.

Nel marzo 2011 Federcasse propone alle Bcc una nuova bozza di Statuto-tipo per le Bcc sulla base del quale ciascuna banca avrebbe dovuto modificare le proprie disposizioni statutarie. Il Sinadi, dopo aver analizzato tale proposta, formula una serie di considerazioni critiche in quanto riscontra numerose incongruenze riguardanti, in particolare, i casi di ineleggibilità, la tempistica richiesta e la rappresentatività territoriale. Molte Bcc, dopo aver verificato le contraddizioni (e, per molti aspetti, l’illegittimità) delle modifiche proposte e stigmatizzate dal SINADI, non seguono le indicazioni di Federcasse e procedono autonomamente, peraltro con l’avallo della Banca d’Italia.

Fra il serio ed il pacato ancora una volta scopriamo gli altarini:

“Nei giorni scorsi Federcasse ha inviato a tutte le BCC/CR la proposta per una serie di modifiche statutarie, peraltro, vagliate econdivise dall'Organo di Vigilanza . Abbiamo intrattenuto sul tema, in un apposito incontro, alcuni docenti con specifiche competenzein materia, in particolare per quanto concerne il riferimento alle interrelazioni con il comparto lavorativo sul quale, riteniamo, sianostro dovere interloquire. Su tale specifico aspetto, e non solo, sono state rilevate incongruenze ed ipotesi di illegittimità efors’anche di incostituzionalità. Purtroppo alcune destinatarie delle proposte hanno, frettolosamente, ottemperato dandovi seguitoattraverso assemblee straordinarie, talvolta addirittura precedenti all'assemblea annuale ordinaria; per queste Bcc/Cr, a nostroavviso, è ipotizzabile un contenzioso. Per quante, invece, non hanno proceduto a far approvare la proposta di modifica dello “Statutotipo” elaborata in sede Federcasse e, stranamente, vagliata, in termini positivi, dalla Banca d'Italia, riteniamo doveroso fare alcuneconsiderazioni:In tema di ineleggibilità - Al punto d) dell'art.32 viene suggerito di precisare: non possono essere nominati amministratori idipendenti della Società “e coloro che lo sono stati per i tre anni successivi alla cessazione del rapporto di lavoro”. Taledisposizione pare in evidente contrasto con il trend dell'ordinamento societario, diretto a consentire una maggiore partecipazione deidipendenti alla vita sociale, e con lo stesso impianto delle Istruzioni di Vigilanza di Banca d'Italia, tendenti a valorizzare il latoprofessionale degli esponenti aziendali coinvolti nella amministrazione. La disposizione è, poi, illogica nella stessa economia delleregole statutarie, se si considera la portata del divieto per i Sindaci di divenire amministratori. Nessun ostacolo, invece, a far parte delConsiglio di una BCC per il dipendente di una Banca concorrente cui è sufficiente essere semplice socio della Cooperativa diCredito!! image Tempistica e sequenzialità - Occorre, poi, evidenziare che l'approvazione di una simile previsione nelle assemblee che ad oggidebbono rinnovare le cariche, si presta ad un abuso del diritto da parte degli amministratori in carica: siamo già stati informati che inalcune BCC gli ex dipendenti candidati hanno avuto preannunciata la loro incompatibilità. Il buon senso avrebbe dovuto suggerire,molto più correttamente per tale specifica fattispecie, che non venissero utiliizzate le nuove regole statutarie nelle attuali assembleeove prevista la nomina degli amministratori. Non può, infatti, non evidenziarsi una irragionevolezza del periodo di cooling off (cioè diraffreddamento della candidatura prima della sua proponibilità). Trasferendo, poi, sul piano pratico l'indicazione dell'art. 33, relativoalla carica di Presidente che recita: “Non può essere nominato Presidente... chi non abbia già compiuto almeno un mandato qualeamministratore o quale sindaco effettivo della Società”, diventa realistica per l’ex dipendente l’impossibilità ad essere elettoPresidente prima di nove anni! Altro che tre! Infatti: un dipendente/dirigente, ex della Sua Banca, carico di professionalità, con unacarriera che lo ha visto, per ipotesi, per oltre 40 anni al servizio della Cooperazione di credito ed anzi se ne è fatto promotore,sottoscrivendone anche quote, e, quindi, diventandone socio, che a 65 anni va in pensione e intende servire ancora la propria Banca,dovrà attendere: tre anni per proporsi, ma se il Consiglio è stato appena rinnovato prima della scadenza dei Suoi tre anni, dovràattenderne altri tre (e sono sei). Si potrà, a questo punto, candidare come Consigliere (o Sindaco) e, se tutto va bene, opererà, intale ruolo, per altri tre anni (e sono nove) e solo dopo tale percorso statutario potrà candidarsi come Presidente: alla giovane età di74 anni e, se tutto va bene, fino a 77 anni potrà servire la Sua Banca! Con buona pace per tutti!Foglio informativo riservato agli iscritti SINADI-SILCCO a cura della Federazione Intersindacale Dipendenti Credito CooperativoRappresentatività territoriale - Il criterio per cui le liste dei consiglieri sono scelte sulla base delcomune di competenza, sembra davvero irrazionale. Se, infatti, ciò può avere un significato per legrandi banche popolari, rischia di creare un pericoloso clientelismo all'interno della governancedelle altre Banche, a discapito dei requisiti di professionalità indicati nelle Istruzioni di Vigilanza per leBanche. Inutile dire che il ristretto ambito territoriale in cui operano le BCC non giustifica affatto un“federalismo” che, nel caso concreto, può realisticamente definirsi “campanilismo”.Una notazione tecnica riguarda anche il “Collegio Sindacale”: stupisce che non si sia tenuto conto,nella stesura del testo dello Statuto base, della abrogazione dell'art.52, comma 2 bis, del Testo UnicoBancario portata dal D. Lgs. 39/2010. All'entrata in piena efficacia della nuova regolamentazione intema di revisione legale dei conti (inclusi i decreti attuativi da parte di Consob e Ministero Economia eFinanza), il Collegio Sindacale non sarà più legittimato all'esercizio del controllo contabile.Queste nostre considerazioni a caldo possono apparire presuntuose e, forse, irriguardose; tuttavia,però, le consideriamo non solo opportune, ma, anzi, doverose laddove si perseveri nel ghettizzaresempre di più quelle professionalità che sono la spina dorsale delle nostre Cooperative di Credito esulle quali, invece, dovrebbe puntare chi vuole che ci sia un futuro per il nostro Movimento: laDirigenza e le Alte Professionalità. Considerare i propri Collaboratori quali avversari o, peggio, sudditi da assoggettare a ricatti, non solo contrattualmente, ci sembra un vero e proprio autolesionismo.Considerando, peraltro, le negative conseguenze di numerosi innesti esterni!!Ci spiace, infine, dover constatare che, a dire di Federcasse, questa linea strategica, miope ed opportunistica, abbia trovato “ampiconsensi”. Sicuramente tra quelli interessati, ma, altrettanto certamente, non da parte di chi prescinde da aspettative personalistiche.In ogni caso ci irrita, non solo che le decisioni siano state prese escludendo le parti interessate, e/o chi le rappresenta, ma che sidebba, ancora una volta, prendere atto dell'indifferenza di quanti dovrebbero sentire il dovere di tutelarle. Compresi i numerosiPresidenti che vivono in perfetta armonia e sintonia con i propri Collaboratori.Alcune domande diventano d'obbligo, dopo queste prime considerazioni a caldo: chi ha lavorato a questo importante progetto? Qualeruolo hanno questi nel Movimento? Com'è possibile che l'Organo di Vigilanza l'abbia approvato? Erano costoro a conoscenzadell'elenco di ex Dipendenti che hanno, con successo ancora oggi la responsabilità amministrativa nel nostro Movimento? Perchétanta fretta? Ed infine, perché tanta arroganza?! Bastava sedersi tutti ad un tavolo e porre come unico argomento da affrontarel'interesse del Gruppo. E' così che ci si dovrebbe preparare al Congresso di fine anno.

(“Meditate gente, meditate…Riforme statutarie: per chi e perché?”
estratto da Memotac – maggio 2011)